Il rosmarino (rosmarinus officinalis) appartiene alla categoria delle piante aromatiche ed è una specie tipica della macchia mediterranea; si tratta di un arbusto sempreverde della famiglia delle Labiate, che cresce spontaneo nelle macchie, sulle rupi e lungo le coste.

Può essere coltivato anche in ambienti particolarmente soleggiati, ad esempio nella zona del Lago di Garda e lungo le coste tirreniche, adriatiche e liguri. Proprio a causa della sua diffusione, il rosmarino può avere dimensioni variabili, raggiungendo anche uno sviluppo e un’altezza considerevoli allo stato libero, e gli esemplari mantengono le stesse caratteristiche sia se coltivati in vaso sia in piena terra.

Questa pianta aromatica è molto ramificata e i rami sono sia eretti sia prostrati, inoltre, si distingue per le sue foglie lineari molto profumate e per i fiori durevoli raccolti in false spighe e di colore bianco oppure azzurro pallido.

Coltivare il rosmarino

In quanto pianta aromatica, il rosmarino presenta vari impieghi che sono legati alle sue proprietà benefiche e al su profumo intenso: infatti, sia le foglie e sia i brevi rametti sono usati in cucina come aroma per diverse ricette, e, al tempo stesso, viene adoperato come ingrediente in profumeria, cosmetologia ed erboristeria.

Dalle sue foglie si ricava un olio essenziale aromatico dotato di proprietà stimolanti e antispasmodiche. Proprio per questi motivi il rosmarino è una delle piante in vaso che si trovano più frequentemente nelle case, sui davanzali e sui balconi.

In quanto pianta rustica appartenente alla macchia mediterranea, il rosmarino è estremamente resistente e adattabile; di conseguenza necessita di poche cure e cresce bene in quasi tutti i tipi di terreno, basta seguire alcuni accorgimenti per ottenere esemplari rigogliosi sia in vaso che in giardino.

Terreno e innaffiatura

Il rosmarino non richiede terreni dalle particolari caratteristiche per svilupparsi senza problemi, tuttavia i risultati migliori si ottengono con i terricci leggeri e alcalini. Non occorre concimare, ma comunque è bene che il terreno contenga della calce.

Una precauzione da seguire scrupolosamente è evitare i terreni troppo umidi e i ristagni d’acqua. Infatti, il rosmarino soffre e può morire se le radici rimangono bagnate per troppo tempo; per questo motivo si consiglia di non esagerare con l’acqua per l’innaffiatura e, nel caso della coltivazione in vaso, di utilizzare contenitori in terracotta sistemando sul fondo uno strato di cocci: in questo modo si facilita il drenaggio dell’acqua in eccesso.

Gli apporti d’acqua devono essere sporadici e avvenire soltanto quando il terreno è completamente asciutto, mentre se è umido alla pianta non serve altra acqua. Inoltre, bisogna prestare maggiore attenzione durante l’estate e i periodi più caldi, controllando ogni giorno lo stato del terreno. Gli intervalli tra un’innaffiatura e l’altra possono essere invece ampliati in inverno.

Nel caso in cui la coltivazione avvenga in giardino, in genere l’esemplare preleva i liquidi necessari dalla pioggia, e sono quindi sufficienti irrigazioni modeste durante l’estate e in periodi di siccità.

L’esposizione al sole

Per il rosmarino è essenziale l’esposizione al sole, quindi occorre sistemare la pianta nel punto più soleggiato del giardino o del balcone.

Specie molto resistente, sopporta bene anche le basse temperature, tuttavia è meglio mettere in pratica alcuni sistemi di protezione contro le gelate nei periodi più freddi del’anno. Per gli esemplari coltivati in giardino si consiglia di effettuare la pacciamatura e coprire i rami con un telo non in tessuto; se invece il rosmarino è in vaso, è sufficiente portarlo in casa o in un altro ambiente riparato e riscaldato. Questa precauzione non è necessaria se la temperatura in inverno non scende a -0°.

La potatura del rosmarino

La potatura è una procedura finalizzata al contenimento del rosmarino piuttosto che alla sua salute: l’altezza della pianta può raggiungere i 3 metri, ma esistono specie nane che non superano i 45 cm. Si consiglia di eseguire una leggera potatura ogni anno in primavera, cimando i rami di pochi centimetri, in questo modo si evita che la pianta assuma proporzioni eccessive donandole una forma cespugliosa ma regolare.