L’isolamento termico delle abitazioni, e degli edifici in generale, rappresenta un fattore sempre più considerato e apprezzato per quanto riguarda l’edilizia e le ristrutturazioni.

Da un lato si limitano le dispersioni termiche migliorando il comfort ambientale, e dall’altro si riducono i consumi per il riscaldamento e il raffreddamento delle stanze e, di conseguenza, anche le spese in bolletta.

Ecco perché sono state studiate e proposte sul mercato diverse modalità e interventi per raggiungere questo obiettivo. Si va dalle soluzioni più incisive (ad esempio, la coibentazione delle facciate) a quelle che possono essere adottate senza lavori di una certa entità.

Le pitture per la riduzione delle dispersioni termiche delle pareti su cui sono applicate rientrano in quest’ultima categoria. In commercio ne esistono diverse tipologie, quindi è bene verificarne quali siano i prodotti migliori, i costi delle varie soluzioni, le performance raggiunte e se il loro uso consente di godere di incentivi per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici.

Le vernici termoisolanti

Con il termine vernici termoisolanti si indicano pitture murali a base di resine sintetiche oppure acriliche, la cui composizione comprende microsfere di ceramica o vetro vuote all’interno. Il loro obiettivo è dare vita a un effetto barriera, specialmente in corrispondenza dei ponti termici per combattere la formazione di muffe e condense, aumentando l’isolamento della parete.

Proprio per questo motivo il loro impiego viene consigliato quando le murature accolgono piloni o travi oppure negli angoli. A seconda del prodotto i prezzi sono molto variabili e partono da 3 euro al metro quadro per arrivare fino a 12 euro al metro quadrato.

Tuttavia, bisogna tenere a mente che esistono controindicazioni all’uso delle vernici termoisolanti perché le pitture, proprio per le loro modalità applicative, hanno una bassa resistenza termica. Le formule utilizzate permettono di migliorare le prestazioni isolanti delle vernici, però questo incremento non è molto rilevante. Test eseguiti da associazioni di consumatori hanno dimostrato che l’applicazione delle vernici termoisolanti su una parete non isolata porta a un aumento di mezzo grado della temperatura media superficiale.

Questi prodotti sono consigliati solo in determinate situazioni, ad esempio una stanza priva di ponti termici rilevanti, con scarsa ventilazione ed esposizione a nord.

In definitiva, il loro uso è funzionale a circostanze non eccessivamente compromesse.

Le vernici ad effetto termico

Le vernici ad effetto termico vengono definite anche pitture termoriflettenti e hanno caratteristiche molto differenti rispetto a quelle termoisolanti.

Mentre queste ultime sono finalizzate alla creazione di una barriera isolante sulle pareti, le prime hanno l’obiettivo di limitare la formazione di condensa sui muri. Si tratta di prodotti all’acqua per interni la cui composizione (a base di speciali cariche minerali, diluente acquoso, pigmenti e leganti organici) è stata studiata per uniformare la temperatura sulle pareti.

Proprio per questo motivo la loro applicazione viene consigliata:

  • sulle superfici interne delle stanze con un tasso di umidità più elevato oppure dove la formazione di condensa è più forte, ad esempio la cucina e il bagno;
  • negli edifici dove sono più elevate le esigenze di igiene. All’interno di questa categoria sono compresi gli ospedali, le cucine, i bagni e gli spogliatoi degli impianti sportivi;
  • nelle stanze e gli immobili soggetti a una formazione di condensa di vapore superiore alla media. Tra questi ci sono i pastifici, le cantine, le birrerie e i caseifici;
  • negli ambienti dove sono presenti ponti termici che devono essere risolti. In queste circostanze l’uso delle vernici ad effetto termico è consigliato quando sulla parete c’è poca differenza di temperatura.

Vantaggi e accorgimenti

I vantaggi e le performance di questi prodotti variano a seconda delle situazioni e delle caratteristiche stesse dei prodotti.

Ad esempio, le vernici termoisolanti garantiscono risultati apprezzabili quando le pareti non sono isolate dal punto di vista termico. Inoltre, sono studiate più per contrastare il surriscaldamento estivo delle superfici esterne, piuttosto che evitare le dispersioni energetiche verso l’esterno.

Invece, le pitture ad effetto termico sono indicate per gli ambienti dove è necessario tenere sotto controllo l’umidità e la formazione di condensa. Tuttavia, è bene tenere a mente che le prestazioni delle pitture variano a seconda della formula utilizzata. Di conseguenza è fondamentale leggere con attenzione l’etichetta. Infatti, in base a quanto prescritto dal Regolamento europeo sui materiali da costruzione, questa deve fornire tutti i dati su riflettenza, conduttività e resistenza termica.