Il silicone è un prodotto dall’elevata versatilità da utilizzare in special modo per tutti i contesti casalinghi in cui è necessario isolare e sigillare.

I vantaggi del silicone risiedono nella capacità di chiudere fessure, impermeabilizzare e nel mantenere inalterata la sua efficacia per lungo tempo. Particolarmente indicato per i sanitari o per piccoli lavori in cucina, il prodotto in questione ha assunto un uso crescente e continuativo.

Sebbene appena poggiato esso sia semplice da rimuovere, può capitare di volersi liberare di un lavoro con silicone fatto in maniera sbagliata o antiestetica. Infatti, dopo lungo tempo, questo prodotto è solito perdere l’iniziale elasticità e trasparenza, frantumandosi o sporcandosi in modo irreparabile.

In questa breve guida abbiamo deciso di analizzare i metodi migliori con cui liberare il proprio piano di lavoro dal silicone in eccesso; esso è particolarmente resistente e tenace, tuttavia non mancano metodi meccanici e casalinghi di cui servirsi proprio a questo scopo.

Come rimuovere il silicone indurito dal pavimento e dalle piastrelle

Il pavimento o le piastrelle della propria abitazione richiedono un’accuratezza specifica affinchè – durante la manovra – non vengano graffiate dall’utensile da noi scelto. In commercio vengono venduti strumenti che si prestano bene a togliere il silicone in eccesso, sebbene la metodologia manuale non sia sempre vincente e accurata.

Fra i tanti ricordiamo la lametta affilata, il taglierino e il raschietto. Anche la spatola professionale, dotata di forma a “V”, agevola la disgregazione del materiale in zone particolarmente difficili da raggiungere, come gli angoli o le intercapedini delle piastrelle.

Rimozione chimica del silicone

Eliminare il silicone non è sufficiente: per riportare ai vecchi fasti la nostra superficie, è necessario togliere la patina oleosa che ne rovina l’aspetto estetico. In commercio sono stati immessi alcuni solventi chimici specifici che portano a termine il lavoro in maniera brillante. Attenzione però: essendo potenti e particolarmente tenaci, richiedono le dovute precauzioni durante il loro utilizzo: ricorda di ventilare la stanza e usare guanti protettivi.

Puoi acquistare dai principali rivenditori specializzati alcuni prodotti che si distinguono per avere la forma di pennellino, pistola o un formato spray.
É molto importante controllare il tempo di posa del solvente, lasciandolo agire secondo la richiesta della confezione; a questo punto basta servirsi di una spugnetta abrasiva per rimuovere la patina di silicone rimanente.

Qualora il silicone dovesse essere ancora fresco, invece, per portare a termine la fase di rimozione basterà usare della carta assorbente, degli stracci di stoffa o un panno con una texture ad alta densità. Non è necessario servirsi di alcun detergente, ma di tanto olio di gomito!

Togliere il silicone dal vetro

Anche in questo caso, il silicone secco rischia di rovinare le proprie superfici vetrate, lasciando aloni e macchie davvero fastidiose.

Essendo il materiale in questione estremamente delicato, il processo di pulizia del vetro richiede la massima accortezza, allo scopo di non lasciare graffi o segni irreversibili.

In ogni caso, è fondamentale optare per l’utensile giusto fra taglierini e coltellini dalla lama liscia e nitida. La manovra è ricca di potenziali complicazioni, di conseguenza è bene procedere con lentezza centimetro per centimetro al fine di evitare un danneggiamento della superficie.

Per eliminare definitivamente il silicone più tenace rimasto sul nostro vetro, si può ricorrere nuovamente all’uso di solventi chimici, che con la loro azione mirata sciolgono il materiale restante senza intaccare la superficie. A questo punto, è bene lasciare in posa il prodotto e portare a termine il lavoro, pulendo i residui con una carta assorbente liscia.

Se sul vetro in questione sono presenti solo leggeri aloni, invece, si possono tentare i rimedi casalinghi meglio conosciuti: alcool denaturato, acetone e trielina sono facilmente reperibili in commercio e risultano particolarmente indicati per macchie contenute.

Come togliere il silicone dai tessuti

Quando si lavora per migliorie abitative, è bene prestare particolare attenzione al piano di lavoro sottostante per evitare di danneggiare l’oggettistica che ci circonda.

I tessuti, ad esempio, sono un materiale difficile da pulire, in quanto il silicone penetra nella texture e – se indurito – tende a incrostarsi tra le fibre.

Un consiglio casalingo particolarmente efficace permette di congelare in freezer l’articolo di vestiario, per poi grattare via più facilmente il silicone solidificato. Se la macchia è molto estesa su tessuto di colore scuro, invece, il nostro consiglio è di strofinare un panetto di burro sulla parte interessata, allo scopo di sciogliere in maniera naturale l’alone.

Non mancano articoli specifici reperibili dal ferramenta con cui portare a termine il lavoro, in caso di macchie più ostinate. La trielina, ad esempio, consente di sciogliere i residui di sporco. Ma attenzione: essendo un composto molto aggressivo per la pelle umana, è bene lavare con cura il capo prima del suo riutilizzo.

Come togliere il silicone dalle mani

Le stesse caratteristiche che rendono il silicone adatto a riparare oggetti, riempire e livellare buchi o fessure nelle pareti o altro, ne fanno un materiale difficile da eliminare dalle mani quando si è finito di lavorare. Dunque, se si è amanti del fai da te, come possiamo togliere il silicone dalle mani? Andando nello specifico, i residui di silicone sigillante possono essere eliminati velocemente e facilmente dalle pelle delle mani, agendo in maniera tempestiva, utilizzado diversi metodi.

Precauzione: Per evitare che il silicone possa sporcarci le mani, sarebbe utile adoperare dei guanti ad hoc.

Se il silicone è ancora fresco, per rimuoverlo basterà strofinare le mani con della carta assorbente, vanno bene anche i comuni fazzoletti di carta.

Per essere sicuri di eliminare gli ultimi residui di mastice siliconico, bisogna lavare le mani con acqua calda e sapone, servendosi di una spugna, e dunque, asciugarle con una salvietta di carta. Meglio evitare di utilizzare degli asciugamani.

Quando, ormai, il silicone si è asciugato e la pelle diventa secca e incrostata, si può optare per le soluzioni casalinghe come l’acetone puro (il solvente adoperato per togliere lo smalto dalle unghie), la trementina o l’acquaragia, applicate con molta cautela con una salvietta inumidita.

Un altro modo per eliminare il silicone dalle mani quando il prodotto si è già seccato, è quello di provare a scioglierlo e ammorbidirlo col calore dell’asciugacapelli, da aumentare gradualmente, per poi rimuoverlo aiutandosi con una spugna.

Un’altra soluzione è quella di provare a grattarlo via, con delicatezza e cercando di non tagliare la pelle, strofinandosi le mani con la parte abrasiva (quella verde) di una spugna da cucina, aiutandosi con il detersivo per il bucato in polvere, con la lima per unghie o con la pietra pomice.

Anche l’utilizzo della pasta lavamani, tipica per chi lavora in ambito meccanico o idraulico, con l’ausilio di una spugna, o l’alcool denaturato quando il mastice siliconico è ancora umido, possono essere delle ottime alternative.

Come togliere il silicone dalla doccia

Il silicone è presente sicuramente intorno al piatto doccia e al box doccia dove viene adoperato per evitare infiltrazioni d’acqua e la formazione di muffa. Con il passare degli anni, le sigillature della doccia o della vasca si danneggiano, perdendo la loro efficacia, e quindi devono essere sostituite.

Naturalmente, prima di procedere con la stesura del nuovo silicone, si dovrà asportare quello precedente. Ma come togliere il silicone dalla doccia?

In primis bisogna detergere la parte interessata, assicurandosi di non lasciare alcun residuo di sporcizia. In un secondo momento, si procederà con l’asportazione vera e propria del silicone adoperando una spatola oppure, o dove il sigillante sia particolarmente indurito, con un raschietto o un taglierino.

Una volta che della vecchia sigillatura rimarrà solo una sottile patina residua, si dovrà procedere con degli appositi prodotti rimuovi-silicone, come scritto nel paragrafo “Rimozione Chimica del Silicone”.

Applicare quindi sul vecchio silicone una quantità abbondante di prodotto chimico e lasciare agire rispettando le modalità d’uso e istruzioni stampate dal produttore sulla confezione.

Trascorso il tempo di posa, si dovranno rimuovere gli ultimi residui di sigillante dalla doccia, aiutandosi con una spatola o una spugnetta abrasiva.

Dopo aver eliminato in toto il vecchio silicone, si dovrà pulire la zona interessata con un detergente per il bagno o con alcool denaturato spruzzato su di un panno, e successivamente passare le superfici con uno spray antimuffa.

Prima di stendere il nuovo sigillante antimuffa, il consiglio che generalmente viene dato è quello di delimitare i lati adiacenti all’area da sigillare con del nastro adesivo di carta. In questo modo, si cerca di evitare sbavature.

Avvertenze e Considerazioni Utili

È bene evidenziare che l’utilizzo di mezzi troppo aggressivi di tipo chimico o di tipo meccanico possono causare delle ferite invece di eliminare dalle mani il silicone. Qualunque soluzione si scelga, è opportuno lenire la pelle aggredita dagli agenti chimici e meccanici  con una crema idratante specifica per mani.

Come abbiamo visto, togliere il silicone fresco o indurito che sia, da tutte le superfici non è un’impresa difficile, ma richiede molta attenzione, pazienza e delicatezza per evitare di rovinare irrimediabilmente le aree trattate e quelle circostanti.

É bene ricordare che ogni singolo passaggio va eseguito in condizioni di piena sicurezza, indossando un paio di guanti piuttosto spessi, questo per evitare ferite alle mani, e areando opportunamente il locale in cui si opera se si ricorre all’utilizzo di agenti chimici.