Coltivare l’ocra in casa è piuttosto semplice, anche se reperire i semi può risultare complesso. L’okra, ocra o gombo è un ortaggio tropicale, dalla probabile origine africana, che tramite la tratta degli schiavi si diffuse anche nelle Americhe.

Coltivata in tutti i paesi dal clima caldo, è una pianta molto diffusa in Brasile e, in generale, nella cucina asiatica e sudamericana. Il nome scientifico dell’ortaggio è Abelmoschus esculentus e appartiene alla famiglia delle Malvacee. Caratterizzata da fiori meravigliosi, dell’ocra in cucina si utilizza il baccello; simile alla forma di un peperoncino verde e allungato, è una pianta molto ricca di proprietà nutritive. L’okra è una coltivazione davvero particolare e molto apprezzata nella cucina gourmet.

L’ortaggio è adatto a crescere anche in Italia e si presta ad essere seminato in orti. Se sei alla ricerca di una pianta esotica e dal sapore nuovo, scopri come coltivare ocra in casa.

Clima e terreno adatti

Tieni in considerazione che l’ocra, in quanto pianta tropicale, teme le gelate e le temperature troppo rigide. Per questo motivo, valuta di coltivarlo solo se vivi nella zona meridionale dell’Italia, in particolare Calabria e Sicilia. In queste regioni dal clima mite e spesso afoso, il gombo troverà terreno fertile. Infatti, per giungere alla produzione dei frutti, sono necessarie temperature comprese tra i 22 e i 25 °C. Prediligi un punto esposto al sole, ma riparato dei venti, così da portare i frutti a piena maturazione.

Quanto al terreno, l’okra è un ortaggio poco esigente e si adatta a quasi tutti i tipi di suolo, ma cerca di evitare terreni troppo compatti e argillosi, che generano odiosi ristagni idrici.

Quando seminare l’ocra

La semina dell’ocra è influenzata dalla delicatezza dei frutti, incapaci di resistere al freddo. Proprio per questo, procedi a seminare nel tuo orto o in un vaso a metà primavera al Sud Italia e a primavera inoltrata al Nord. Le miti temperature primaverili favoriranno lo sviluppo della pianta, mentre il clima estivo condurrà a maturazione i gombi.

Come seminare l’ocra

Prima di procedere alla semina, ricorda di concimare il terreno per ottenere una produzione elevata, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

Per seminare l’ocra, procurati dei semi. Considerando l’origine tropicale della pianta e la poca diffusione in Italia, è raro che tu riesca ad acquistare delle piantine dai vivai. Utilizza del terriccio soffice e interra i semi di okra. La pianta necessita di calore per crescere, per cui puoi optare per delle vaschette o dei vasetti biodegradabile come allocazione iniziale. Per effettuare la semina, verifica che la temperatura esterna sia compresa tra i 21 e i 32 °C.

Messa a dimora

Quando le piante avranno raggiunto l’altezza di 10-15 cm, trapiantale nell’orto o in un vaso.

L’ocra è una coltivazione dal fogliame voluminoso che si sviluppa in altezza. Per tale ragione, osserva una distanza di 80-100 cm per le piante sulla stessa fila e lascia uno spazio di 1,50 m tra le file.

Cura dell’ocra

Una volta piantata l’ocra, ti accorgerai che non è una pianta che necessita di particolari cure. Rispettando i passaggi iniziali e facendola attecchire per bene, crescerà praticamente da sola. Quanto all’irrigazione, procedi solo in seguito a periodi di lunga siccità, durante l’estate. Ricorda di non creare ristagni idrici, per cui preferisci un annaffiamento frequente e nei momenti più freschi del giorno.

Se lo desideri, puoi effettuare la pacciamatura attorno al fusto dell’ocra. In questo modo, terrai a bada le erbe infestanti. Anche se, considerata l’altezza che il gombo è in grado di raggiungere, non teme la malerba.

Coltivare l’ocra in vaso

Per coltivare l’ocra in vaso, procurati dei contenitori molto ampi e profondi, come delle fioriere. Oltre che dai frutti gustosi, la pianta ha un grande valore ornamentale.