L’Alocasia Amazonica è  una pianta da appartamento diffusa ma che non tutti sanno dove posizionare, quante volte annaffiare o concimare, come far crescere al meglio.

In Rete si possono trovare molte informazioni sull’Alocasia Amazonica e sulla sua coltivazione, purtroppo non tutte corrette, a partire dagli altri nomi con cui a volte è chiamata.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza su questa pianta da interno, bella ma impegnativa.

Amazonica? Non proprio

Per quanto riguarda l’origine e il nome della pianta, intorno all’Alocasia Amazonica si è creata della confusione nel corso degli anni, anche tra gli appassionati di botanica.

A volte ci si riferisce all’Alocasia Amazonica come specie o cultivar, mentre questa è un ibrido di due specie appartenenti alla famiglia delle Araceae: Alocasia longiloba e Alocasia sanderiana.

“Amazonica” deriva dal nome del vivaio in Florida che ha creato l’ibrido.  Quindi, quando si sente parlare di Alocasia Polly, o Poly, Orecchie d’Elefante o African Mask, bisogna tener presente che il vero nome di questa pianta da appartamento è Alocasia Amazonica. Essa non è mai esistita nelle foreste pluviali dell’Amazzonia o del Sud America, mentre le due specie da cui deriva sono di origini asiatiche.

Sin dall’800 sono stati creati altri ibridi tra varie specie di Alocasia e il nome Alocasia Amazonica fu adottato per alcuni di essi, creando una gran confusione. Pare anche che non tutte le Alocasia Amazonica attualmente in commercio siano identiche tra loro.

Tuttavia, le indicazioni su come curare la pianta che si acquista con questo nome, o uno degli altri già citati, sono valide per mantenerle tutte rigogliose e in buona salute! Alte ed espanse per circa 60 cm, con lucide foglie coriacee anche di 30/40 cm, color verde scuro, con bordi ondulati e venature bianco/argento.

Il vaso, il terriccio, le annaffiature: il giusto equilibrio tra umidità e drenaggio per l’Alocasia Amazonica

L’Alocasia Amazonica richiede attenzioni costanti e precise.

Il terriccio deve essere leggero e ben drenante ma non deve essere mai lasciato asciugare eccessivamente: ben venga quindi un vaso che non traspira troppo, di terracotta smaltata, forato sul fondo e non troppo grande rispetto alla pianta. Utile l’aggiunta di uno strato di ghiaia o altro materiale che eviti i ristagni d’acqua anche nel sottovaso, su cui appoggiare il vaso stesso. In inverno meglio lasciar asciugare lo strato superficiale del terreno prima di procedere con una nuova annaffiatura.

Amante della luce, del caldo e dell’umidità

Alocasia Amazonica in giardino

In casa, il posto adatto per un’Alocasia Amazonica è accanto a una vetrata molto luminosa, esposta preferibilmente ad est, ma schermata da una tenda. La temperatura ideale è tra i 18°C e 25°C, senza mai posizionare la pianta accanto ad una fonte di calore diretta. Il livello ideale di umidità ambientale è non inferiore al 50%.

Se le condizioni climatiche lo permettono, si può spostare l’Alocasia Amazonica all’esterno durante i mesi caldi. È però molto importante che le temperature minime non scendano mai sotto i 15°C e che la pianta non venga mai esposta alla luce diretta del sole, pure se posizionata in un luogo luminoso (ma sempre riparato dal vento).

L’ambientamento andrà fatto in modo graduale, aumentando le ore un po’ alla volta, giorno per giorno. Attenzione alle esigenze di annaffiatura e a che il clima non sia troppo secco.

Se tutte le condizioni per il benessere dell’Alocasia Amazonica saranno rispettate si assisterà ad un accrescimento notevole e, con un po’ di fortuna, anche alla sua fioritura, che consiste in una spata giallo-verdastra.

Concimazioni

È bene concimare le piante ogni 2/4 settimane tra la fine della primavera e l’estate. Il momento culminante dello sviluppo dell’Alocasia Amazzonica si può utilizzare un fertilizzante bilanciato solubile in acqua, seguendo le indicazioni del produttore per il dosaggio. Si dovrà diluire a metà la concentrazione ad inizio primavera e autunno, e non concimare affatto durante l’inverno.

Rinvasare e riprodurre l’Alocasia Amazonica

Alocasia Amazonica in vaso

Il rinvaso potrebbe rendersi necessario solo dopo diversi anni. Infatti, lo sviluppo dell’Alocasia Amazonica è infatti piuttosto lento, soprattutto se avviene solo all’interno dell’appartamento. Il nuovo vaso non dovrà essere molto più grande del precedente e si dovrà posizionare la pianta alla stessa altezza rispetto al terreno, lasciando alle radici lo spazio per svilupparsi.

Durante il rinvaso, che va eseguito in primavera, si possono prelevare dei rizomi che presentino delle gemme e tentare di far riprodurre la pianta da questi, tenendoli nel terriccio umido fino a che non germogliano.

Possibili problemi e soluzioni

foglia di Alocasia Amazonica gialla

  • Foglie secche – Annaffiare di più, umidificare l’ambiente.
  • Macchie scure al centro delle foglie – Attenzione all’esposizione eccessiva/diretta alla luce.
  • Macchie scure sui bordi delle foglie – Ridurre le annaffiature per evitare il marciume radicale.
  • Caduta delle foglie – Capire a cosa è dovuto il malessere generale della pianta (controllare acqua/luce/temperatura/umidità) considerare la possibile infestazione da ragnetto rosso (usare prodotti specifici) -Rimuovere sempre le foglie morte o danneggiate.

L’Alocasia Amazonica è tossica?

A causa dei cristalli di ossalato di calcio contenuti in tutte le parti della pianta, l’Alocasia Amazonica è tossica per le persone e gli animali.
L’ingestione della pianta provoca bruciore alla bocca, ma può causare anche congestione delle vie respiratorie. Il contatto con la linfa potrebbe irritare la pelle.

Meglio posizionare la pianta al di fuori dalla portata dei bambini e degli animali domestici.