Hai sentito parlare di bonifica amianto e ti stai chiedendo se anche tu sei a rischio e quali benefici puoi ottenere effettuandola?

Se la tua casa è stata costruita fra il 1946 e il 1992 è possibile che qualche sua componente sia costituita da amianto. Questo materiale, infatti, per le sue caratteristiche e la sua economicità, ha trovato vasto impiego fino agli anni ’90 soprattutto nel campo dell’edilizia.

Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo tema.

Bonifica obbligatoria per legge

A seguito della sua comprovata pericolosità, nel 1992, in Italia, è stata varata una legge che ne vieta la produzione, la lavorazione e la vendita, e ne regola la bonifica e lo smaltimento.

L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato che l’amianto, di qualunque tipo, è cancerogeno, ed esiste una risoluzione europea che mira ad eliminarlo in ogni Paese entro il 2028.

Solo procedendo a una corretta bonifica amianto puoi mettere in sicurezza la tua casa e proteggere la salute tua e della tua famiglia.

L’amianto: cos’è

Con il termine amianto, o asbesto, si intende un gruppo di minerali appartenente al gruppo dei silicati, di natura fibrosa. È molto comune in natura, e si estrae a basso costo dalla roccia madre con un semplice processo di macinazione.

È un materiale molto resistente e flessibile, inattaccabile dagli acidi, con proprietà termoisolanti e fonoassorbenti; è filabile, quindi si può tessere per ottenere tessuti ignifughi, e si può legare ad altre sostanze, come cemento (eternit), PVC (vinil amianto), calce e gesso per creare materiali con proprietà specifiche.

Per tutte le sue qualità ne è stato fatto largo uso soprattutto in edilizia e lo puoi trovare, ad esempio, nel rivestimento di tetti, pavimenti, comignoli, canne fumarie, in pareti e piastrelle, vernici, tubazioni, cisterne d’acqua, e in strutture come box, garage e capanni.

L’amianto: perché è così pericoloso

L’amianto in sé non è pericoloso, ma lo diventa a causa della sua natura fibrosa. Infatti, se si deteriora o si frantuma, rilascia le fibre di cui è composto nell’aria, dove permangono per lungo tempo e possono essere inalate con facilità dall’uomo. Le fibre dell’amianto hanno forma cilindrica e sono finissime: in un centimetro lineare se ne possono mettere in fila oltre 300.000.

Una volta respirate, penetrano in profondità nei polmoni fino a raggiungere gli alveoli. Non riuscendo a neutralizzarle per la loro forma, né ad espellerle in alcun modo, l’organismo produce una risposta infiammatoria permanente, che nel tempo danneggia i tessuti, fino a provocare gravi patologie, spesso mortali, come l’asbestosi, il tumore del polmone, e il mesotelioma pleurico.

Le particelle di amianto possono restare nell’aria per lungo tempo, e il processo di sviluppo della malattia è molto lento e insidioso: possono passare decine di anni dall’esposizione allo sviluppo del tumore.

Bonifica amianto: perché è importante procedere e come farlo

È evidente che per la tua sicurezza e la tua salute è importante eseguire una bonifica amianto a norma di legge. Non è il caso di improvvisare operazioni fai-da-te: non solo non è legale, ma è anche molto pericoloso, perché non ti basta una mascherina per proteggerti, e potresti tu stesso diffondere in giro le fibre di amianto che ti si possono depositare su abiti e capelli, esponendo al pericolo i tuoi familiari.

Devi quindi rivolgerti a ditte specializzate e autorizzate, inserite nell’Albo dei Gestori Ambientali. Ad esempio in Lombardia, esistono molte aziende che si occupano di Bonifica Amianto a Milano e non solo, essendo la regione italiana, dati alla mano, con il più alto numero di manufatti contenenti per l’appunto amianto.

Il primo passo è chiedere un sopralluogo per accertare la presenza di amianto e il suo stato. Ne esistono due tipologie, che presentano rischi e procedure diverse per la bonifica: compatto o friabile.

Quello compatto, come l’eternit o il vinil amianto, è meno pericoloso: non rilascia fibre se non quando è degradato, ed è il tecnico che deve giudicarne le effettive condizioni e la rischiosità. Quello friabile invece è molto più temibile: basta un niente perché si riduca in polvere, anche la sola pressione di una mano. In questo caso, una volta accertata la presenza di questo materiale, devi dare comunicazione all’ASL di competenza, fornendo tutte le informazioni necessarie almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori.

Una volta che il tecnico ha valutato la situazione, può procedere con la bonifica vera e propria che può avvenire con tre diversi metodi: incapsulamento, confinamento e rimozione.

Nell’incapsulamento si tratta l’amianto con prodotti ricoprenti e penetranti che formano una pellicola protettiva, la quale rende impossibile la dispersione di fibre tossiche. Il confinamento consiste nel creare una barriera in modo da isolare l’area contenente l’amianto dal resto dell’edificio. Entrambi questi sistemi richiedono un successivo costante monitoraggio perché si possono alterare e danneggiare.

La rimozione è il metodo più usato: elimina definitivamente ogni rischio e non necessita di ulteriori controlli. Comporta vari passaggi, da eseguire a regola d’arte, nel pieno rispetto delle norme vigenti.

In ogni caso, è importante non sottovalutare la presenza di amianto nella propria abitazione o nei dintorni: la salute prima di tutto!